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Visita all’Airbus Industrie
Percorrendo la tangenziale che attraversa la città di Tolosa, oltre alle indicazioni per raggiungere la sede dell’ Airbus c’è anche un cartello indicante “Parc aeronautic” e seguendolo ci si trova nel bel mezzo degli enormi ed estesi insediamenti industriali aeronautici straordinariamente cresciuti dai tempi del Caravelle e del Concorde. La cultura aeronautica appare molto radicata, le strade portano i nomi di importanti personaggi storici dell’ aviazione francese come Georges Guynemer. Si arriva alla reception, anzi l’ accueil, da dove partono i tour all’interno della “fabbrica” pagando nove euro. In attesa del bus che porterà me e una altra quarantina di visitatori spendo qualche soldo nella ricca boutique dedicata dove si trovano tutti i modellini Airbus in tutte le scale possibili, anche il 380 1:200, libri, abbigliamento, foto, riviste, gadgets, orologi e molto altro ancora. Finalmente si parte e come in una gita in una città d’arte a bordo del bus abbiamo una graziosa hostess che ci darà una continua dose di dati e informazioni su ciò che andremo a visitare. Unico grosso inconveniente non è possibile portare con se apparecchi fotografici che abbiamo dovuto lasciare all’ accueil. Arriviamo ad uno degli ingressi e prima sorpresa come guardiano troviamo un Concorde, che a detta della guida è l’ ultimo ad aver volato in Francia. Entriamo finalmente nel più grande polo europeo dell’ aviazione, e questo non è solo un modo di dire dovuto alla grandeur francese: 600 ettari distribuiti su tre comuni, Colomiers, Blagnac e S. Martin de Touch che ospitano il lavoro di 11000 dipendenti, senza contare le numerose altre aziende satellite come Goodrich, Snecma, Hurel Hispano eccetera, dislocate nei paraggi. Per alcuni minuti percorriamo alcuni viali a fianco dei capannoni dove si intravedono gli aerei in costruzione, e ci mostrano l’ area circondata da alti muri di cemento dove vengono fatte le prove motore. Gli aerei nei piazzali esterni mostrano per lo più le livree di compagnie aeree orientali, 330 Cathay, China Airlines (bellissimo), e Thai con due 340 nei nuovi colori ovviamente. Ma anche Egypt Air, Virgin e Qantas hanno velivoli oramai pronti al volo. Veniamo introdotti all’ interno di uno dei capannoni dove in ogni angolo ci sono “modellini” lunghi due o tre metri e dopo essere saliti in ascensore ci troviamo su due balconate a 30 metri da terra che dominano la linea di montaggio dell’A330. A destra ci sono tre aerei di Cathay Qantas ed Eva Air quasi ultimati. A sinistra vediamo altri due aerei parzialmente assemblati, un troncone centrale di fusoliera con le ali e una coda che impressiona per la sua altezza. L’ambiente è molto calmo e silenzioso con pochi operai che circolano su e giù per gli scali di assemblaggio e questo sembra in contrasto con i dati della produzione, i quali dicono che mediamente viene completato un aereo (grosso e complicato) al giorno, questo considerando il totale dei modelli. “Miss Airbus”, la nostra guida ci fornisce interessanti dati su tempi e sulle fasi di assemblaggio del 340. La visione di un breve filmato sull’ attività generale del consorzio Airbus completa la visita. A bordo dell’ autobus passiamo a fianco di altri tre importanti aerei che hanno fatto la storia dell’ aviazione non solo francese: un Caravelle sempre bello ed elegante, il primo esemplare di A300 un po’ triste senza i motori e un altro Concorde, uno dei prototipi che non ha mai trasportato passeggeri in voli di linea ma che ha servito ministri e presidenti francesi come Giscard d’ Estaing nei loro viaggi di stato. Dopo un ora e mezza circa torniamo alla reception a riprenderci i documenti di identità e le sospirate macchine fotografiche. Certo per noi appassionati, che siamo abituati a vedere gli aerei da vicino, è un po’ frustrante passare frettolosamente a trecento metri da aerei di compagnie, soprattutto orientali, che difficilmente rivedremo, e ancora peggio è non poter fare foto, ma la visita sicuramente merita. E sarà ancora più interessante tra qualche mese quando sarà possibile accedere all’area di assemblaggio del gigante A380, in un grosso edificio dedicato esclusivamente al più grande velivolo commerciale e nel quale sono impiegati circa 4000 dipendenti. Per completare la giornata, passo un paio d’ore fuori dal perimetro dell’aeroporto di Tolosa, a fianco della pista 32L, in un ottimo posto per scattare foto agli aerei in atterraggio: il traffico è scarso ma interessante, due A330 della Cathay, uno parzialmente verniciato fa anche un go around, 319 e 320 di Jetblue e Jetstar e anche un Beluga, il n° 2 (F-GSTB) nei nuovi colori. La speranza è di vedere anche il 380, ma il gigante dei cieli in quei giorni era la star al salone di Le Bourget.
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